23.9.16

Chieti - La pinna ai piedi del monte

Pennapiedimonte "la Pinna ai piedi del Monte” è un comune della provincia di Chieti con 500 abitanti. Si trova ad un’altezza di 700 metri ed è attraversato dal torrente Avello. Fa parte del parco nazionale della Majella. La “Pinna" che si trova in località Balzolo a 705 m, sembra una donna inginocchiata con la testa abbassata che veglia la tomba del figlio Mercurio, il dio messaggero. La “Pinna” ha i lineamenti enormi di una donna pietrificata che guarda e protegge i figli d'Abruzzo, da qui l'appellativo comunemente usato di "Montagna Madre”. Una leggenda narra che in Frigia (una regione dell’Anatolia) dove adesso si trova Ankara, vivessero delle guerriere titaniche dette "magellane"; tra cui Maja, la più bella delle guerriere.  Durante una battaglia, Mercurio fu ferito e la madre Maja per salvarlo, lo prese e fuggirono insieme, con le altre guerriere, verso il monte Paleno, (era il primo nome della Majella, da Giove Paleno). Questo monte Paleno era ricchissimo di erbe medicinali che avrebbero potuto guarire le ferite di Mercurio. Un’erba risultava miracolosa, ma germogliava sulla cima più alta del monte Paleno, quindi si poteva raccogliere solo dopo la scomparsa della neve. Purtroppo, quando Maja arrivò sul Monte Paleno, c’era tanta neve e la pianta che cercavano non era ancora fiorita. Mercurio morì poco dopo e la madre disperata si lasciò andare ad un inconsolabile pianto. Le sua urla di dolore si udirono per tutta la vallata. Giove commosso da questa straziante scena, volle ricordare il povero figlio di Maja, con una pianta simbolica, il Maggiociondolo, piccolissimo albero con dei fiori gialli a grappolo che nasce nel mese di Maggio sulla Majella. Secondo la leggenda, la Majella deriva dal nome di Maja.  Pennapiedimonte CH, ha tanti sentieri che sono stati utilizzati dai pastori, quando la pastorizia era una attività fiorente, per raggiungere gli stazzi e le grotte. Da un censimento sono state documentate circa 100 grotte, ormai abbandonate e molte sono danneggiate. La Maiella, Montagna Sacra, è stata scelta dagli eremiti per la loro vita ascetica e contemplativa, perché qui trovarono l’ambiente ideale. Costruirono eremi ed abbazie ed a Pennapiedimonte si possono visitare ciò che resta dell’Eremo di Fratanard o Fratanallo, poi usata come grotta pastorale, dove trovarono ospitalità sia le greggi che i monaci e sia l'abbazia medievale di Santa Maria dell'Avella, ormai ridotta allo stato di rudere. La tradizione locale vuole che qui abitarono i monaci. In questa abbazia fu rinvenuta nel 1700, tra le rovine dell'abbazia, una piccola statua di pietra locale della Madonna. Fu prima collocata all'esterno dell'abside della chiesa Parrocchiale di S. Silvestro e San Rocco di Pennapiedimonte, poi, in occasione della Pasqua del 2001, la statua è stata restaurata e riportata all'interno della chiesa parrocchiale in una nicchia dell’abside.


6.9.16

Chieti - Le squallide vignette di Charlie



Le squallide vignette del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, che ironizzano sui cadaveri dei terremotati italiani ridotti a «lasagne», sono la prova provata che non basta la libertà di satira per esprimere pensiero, ma occorrono anche intelligenza e buon gusto. Qualità oggigiorno non così comuni e scontate. Qui non si tratta di dire o no «Je suis Charlie», siamo tutti Charlie Hebdo, come all'indomani della strage di Parigi da parte dei fondamentalisti islamici il mondo libero ha evocato. La satira è libera, punto. E anche, per dirla alla Voltaire, se pure non sono d'accordo e non condivido nulla di quanto detto, il diritto di dirlo va sempre difeso. La satira è libera, ovviamente, dentro il rispetto delle leggi, ma soprattutto dentro il confine invalicabile del rispetto dell'altro. Le vignette sul sisma «all'italiana», penne al sugo di sangue, pasta gratinata e lasagne di corpi fra le macerie, non sono satira ma solo offesa gratuita, meschino sciacallaggio sulla tragedia del terremoto, lugubre repertorio di luoghi comuni (Italia=pasta), nello stesso stile della successiva vignetta «riparatoria»: Italia=mafia. Qui non si tratta di irriverenza, trasgressione ironica, mordace irrisione del conformismo, o sferzata al potere. È solo insulto alle vittime, ai familiari, al popolo italiano colpito da una sciagura immane e ridicolizzato con triti e ritriti stereotipi figli di una presunzione francese di inesistente superiorità culturale. 

@enio

19.8.16

Chieti - Rimettere in moto l’economia


Renzi ha fatto un'altra promessa che mai manterrà agli italiani: la riduzione delle tasse. E' proprio alla frutta o in vista del referendum non sa più come fare a indirizzare gli italiani a votare SI. Ma se invece di rincorrere complicate e costose ricette di riduzione delle tasse il premier si ricordasse e mantenesse un’altra importante promessa forse sarebbe a metà dell’opera. Ieri la Cgia di Mestre ha ricordato che lo Stato continua ad essere un cattivo pagatore ed a non onorare i suoi debiti: lo stock di quelli della pubblica amministrazione nei confronti dei suoi fornitori sfiora i 65 miliardi. Inoltre, il tempo medio per il saldo delle fatture supera i 130 giorni, contro i 45 della media Ue. Poco importa se, esattamente due anni fa, Renzi aveva annunciato che lo Stato avrebbe saldato tutti i debiti accumulati con i privati. Lanciando addirittura una sfida in diretta con Bruno Vespa. Nel frattempo, però, i debiti della pubblica amministrazione sono continuati a crescere. Forse, più che annunciare improbabili tagli delle tasse, è arrivato davvero il momento di pagarli e in fretta. Anche così si può rimettere in moto l’economia.

 

16.8.16

Chieti - La bellezza di un teatro


 Sono stato, durante la settimana Mozartiana, a visitare la mostra tenutasi nel tetro Marrucino e con la mia consorte abbiamo fatto una visita anche all'interno della sala e siamo rimasti estasiati nell'ammirare il bellissimo e suntuoso sipario. Questo come forse già sapete, venne realizzato nel 1875 dal pittore napoletano Giovanni Ponticelli. Il soggetto dell’opera: “II trionfo sui Dalmati Partini di Asinio Pollione” fu suggerito all’artista dall’Amministrazione Comunale di allora. Poiché la storia dei Marrucini non presentava nessuna impresa di rilievo, si pensò di volgere lo sguardo verso un personaggio illustre della città e nessuno lo era più di Caio Asinio Pollione. Prima di essere trasferito a Chieti, il sipario venne esposto per alcuni giorni a Napoli. Entusiastici i commenti di quanti si recarono ad ammirarlo. Il Lauria,poi nel suo opuscolo intitolato “Caio Asinio Pollione e il suo trionfo”, ci offre una descrizione dettagliata dell’opera: “Tutta questa tela di ben 1500 palmi, larga e lunga per 36 può ben dividersi in due distinte parti, lo spettacolo e gli spettatori. Abbraccia la prima il carro trionfale col trionfatore, i sacerdoti, i senatori, i littori e i prigionieri sugli elefanti; stanno nella seconda più che 300 figure di popolo plaudente, una parte sui portici di una elevata basilica, la massima intorno e dietro il carro trionfale ....


10.8.16

Chieti - Svelato il mistero della scritta di Via Porta Pescara


Alcuni giorni orsono, il mio occhio si è soffermato su dei riflessi di luce che provenivano da una lastra metallica posizionata sopra un arredo con fioriere, all’inizio della scalinata che conduce al quartiere di Porta Pescara (Chieti). Ho notato che la lastra era intagliata e con attenzione ho cercato di leggere, ma la frase era purtroppo illeggibile. Con puntiglio, ho scattato diverse foto che ingrandite mi hanno rivelato questa frase: “A voi dunque Patria mia cara, Reina dell’una, e l’altra Prouincia dell’Abruzzo, nobil seggio della terra, bellezza della natura, madre feconda d’Heroi, in ogni parte mirabile. Di sito vaga, di virtù fiorita, d’ogni bene abbondante; à voi, che frà l’altre Città sembrate come frà i metalli l’oro, tra le gemme il piropo, tra fiori la rosa, tra le stelle la Luna, e frà i pianeti il Sole, che splende e fiammeggia senz’altro lume, à voi dico, che dalle vetuste ceneri di Theti prendeste, & ancora ritenete il venerando nome; Offero, e consacro questa mia presente opera…” Ho chiesto a diversi cittadini se ne erano a conoscenza, se avevano visto questa lastra, se avevano capito il suo significato. Nessuno se ne era accorto. Ho fatto le ricerche, ho pubblicato un post su facebook chiedendo notizie al sindaco, nessuna risposta. Il giornalista Mario D’alessandro, però, ha risolto l’arcano! La frase riprodotta su questa lastra metallica è inserita nella dedica dell’Autore, GIROLAMO NICOLINO, nel suo libro


 “HISTORIA DELLA CITTA DI CHIETI

Metropoli delle Provincie d’Abruzzo. Divisa in Tre Libri.
Ne’ quali si fa mentione della sua antichità, e fundatione,
de’ suoi Huomini Illustri in Santità di vita, nelle letere e
nell’armi, della sua Religione, delle vite de’ suoi Vescoui, & Arcivescoui, 
delle sue Chiese, e Monasterij con l’inscrittioni, & epitaffi, che vi
sono, & altre opere pie, che vi si fanno.

La frase citata inizia dal secondo rigo della pagina 3, (non numerata) e seguita con un invito rivolto, nella pagina successiva, Al Benigno Lettore.



Nel corso dei lavori del nuovo arredo urbano, realizzati da un gruppo di architetti su commissione del Comune di Chieti, in Via Porta Pescara, evidentemente non perfetti conoscitori delle regole in materia di iscrizioni pubbliche, non hanno evidenziato la fonte. Eppure Girolamo Nicolino è stato un illustre cittadino, nato a Chieti il 23 gennaio del 1604 ed ivi morto dopo agonia il 5 ottobre del 1665, accoltellato varie volte, mentre tornava a casa, appena uscito dalla chiesa di San Francesco al Corso di Chieti. Fu uno storico, un giurista, sindaco ed assessore della città. Pubblicò diversi libri. Si darà onore a questo cittadino nel sistemare la disattenzione?

Scritto da : Luciano Pellegrini
Le foto sono visibili al link: Porta Pescara

4.8.16

Chieti - E' finita la settimana Mozartiana 2016


La Settimana Mozartiana di Chieti, anche quest'anno è archiviata. Inutile stare a ricordare tutte le vicissitudini che l’hanno preceduta. Domenica scorsa, ultima sera con Mozart, arriva il lieto fine. Perché nonostante le pecche, sono stati tanti gli artisti e i promotori che hanno comunque scelto di mandare in porto il decennale appuntamento.Terminate pure le diverse mostre allestite per l’occasione. E arriva anche la chiusura di “ReFusioni. Un click di parole” alla sala Expo della Camera di Commercio. Un progetto di sperimentazione, un mix di fotografia e poesia, “una contaminazione dell’immediatezza delle immagini con la sinteticità delle parole, due modi di fissare l’attimo, una fusione che dà libero arbitrio alle emozioni”. Monica Conserotti e Andrea Magno sono stati i curatori della mostra e Magno ha collaborato anche per la realizzazione del salotto culturale a Gian Battista Vico. Domenica scorsa protagoniste sono state le sue poesie raccolte nel volume “Sotto Falso Nome”. Alcune di queste sono state lette da un attore del teatro di Chieti Scalo e due sono state cantate e musicate da una catautrice locale. Noi siamo stati alla mostra e ci siamo beati anche delle bellissime poesie esposte su fotografie scattate da valenti fotografi e due di questi li abbiamo incontrato, provenienti da Roma per l'occasione.

2.8.16

Chieti - Gli «sfruttati» erano italiani


Potremmo definirlo un segno della crisi e della globalizzazione insieme; di quel percorso fatto anche di superamento delle barriere protezionistiche e delocalizzazione della produzione che purtroppo sembra portare soprattutto sfruttamento - questo sì senza regole - e ulteriore povertà al posto del benessere sbandierato dai promotori del processo. Come interpretare altrimenti la scoperta dell’ennesimo laboratorio clandestino cinese, attivo in questo caso nella bassa Valcamonica, nel quale i dipendenti più numerosi non erano orientali ma cittadini italiani impiegati in una linea di confezionamento? 

@enio

30.7.16

Chieti - Indagati 12 medici


Un pm di Chieti accusa dei primari molto noti e pediatri di mezzo Abruzzo, facendone i nomi e cognomi su un giornale locale:Il Centro, insieme a sette informatori scientifici di truffa. Sulla base delle indagini condotte dai Nas, ha ipotizzato per tutti il reato di corruzione: presunte tangenti in cambio della prescrizione di vitamine o latte in polvere di quattro aziende di farmaci per neonati. L'informatore medico scientifico, regalava un cellulare nuovo, finanziava il convegno del primario o la sua Onlus, e lui , prescriveva ai suoi piccoli pazienti i prodotti suggeriti. In totale i truffaldini indagati sono 19, ciascuno dei quali, dopo aver ricevuto dalla procura l’avviso di conclusione delle indagini, potrà farsi interrogare o presentare prove, testimoni o memorie a discarico, ed evitare la richiesta di rinvio a giudizio. E' come detto, la “scoperta dell’acqua calda”, cioè di un metodo truffaldino così diffuso da non fare immaginarne le conseguenze penali dell'atto. A noi mortali è difficile pensare che un luminare della medicina possa rovinarsi l’immagine, costruita in quarant’anni di professione, per un I-Pad, la promessa di una cena, o l’acquisto di 500 copie di un libro fresco di stampa, ma il pm ne è certo e porterà avanti le sue accuse. A noi non resta che vedere cosa succederà e se il pm riuscirà a sbattere qualcuno dentro.

@enio

25.7.16

Conclusi i lavori per la barriera anti-migranti su al Brennero


La fiducia è bene, essere pronti al controllo è meglio. Sembra questa la filosofia dell'Austria che ha concluso i lavori per la barriera al Brennero, dove attualmente la situazione migranti però non testa problemi. Le infrastrutture per eventuali controlli sono pronte, ha detto il capo della polizia in Tirolo, Helmut Tomac, che ha definito "indispensabile" una recinzione in caso di controlli di frontiera. La rete - è stato spiegato - sarà lunga 370 metri e, in caso di bisogno, può essere montata in due giorni. Nei mesi scorsi l'Austria aveva ribadito in più occasioni che i controlli su territorio italiano stavano funzionando e che per il momento non si rendevano necessari controlli al valico italo-austriaco. Al Brennero sono andate in scena anche proteste (pacifiche e violente) contro la barriera. Mentre il Brennero è nuovamente sparito dalle prime pagine dei giornali, l'Austria ha proseguito con i lavori per il cosiddetto 'management di confinè, che ora sono conclusi. Il Grenzmanagement è concepito per l'arrivo di 1.200 migranti in 24 ore e vedrà in servizio tra 160 e 240 poliziotti, eventualmente supportati da soldati, come è stato spiegato in una conferenza stampa. In caso di controlli il traffico proveniente da sud sarà deviato su due corsie per auto ed altre due per camion.Una quinta corsia raggiunge la stazione di servizio, che si trova subito dopo il confine e che è stata chiusa nei giorni scorsi per mancanza di cliente e che ora però riaprirà. I mezzi dovranno viaggiare a massimo 30 km/h e quelli sospetti finiranno in un parcheggio per un controllo approfondito.Nel frattempo è stato allestito anche un centro di registrazione, composto da alcuni container. Sono pronti anche le fondamenta e le strutture di sostegno per la tanto criticata recinzione, che però per il momento non viene montata. Il capo della polizia tirolese ha definito la barriera al Brennero "semplicemente un supporto tecnico per un regolare ingresso in Austria". I costi per il management di confine ammontano a 1,1 milioni di euro. Secondo dati austriaci, al Brennero attualmente si registrano 30 ingressi "illegali" al giorno. Nei primi sei mesi sono stati intercettati 6.958 "clandestini", mentre in tutto il 2015 furono 10.268.La Germania e l'Italia hanno respinto quest'anno 3.667 migranti, mentre dall'Austria verso l'Italia sono stati 593 i respinti. In Tirolo dall'inizio dell'anno sono state presentate 1.278 domande di asilo, contro 2.210 in tutto il 2015.

@enio

23.7.16

Chieti - RIFUGIO POMILIO MONTE FOCALONE MAIELLA


Bella escursione dal Rifugio Pomilio (1890 m) al Monte Focalone (2676 m). Sono 950 metri di dislivello, quindi una salita dignitosa. Per arrivare a Monte Amaro (2793 m), sulla carta, c’erano solo 120 metri di differenza, però occorrono ancora un’ora e mezza, per l’andata, più il ritorno. Tutto questo tempo per 120 metri di dislivello? Dal Monte Focalone per arrivare a Monte Amaro ci sono i TRE PORTONI : Cima Pomilio (2656 m) -  Monte Rotondo (2658 m) e cima Pesco Falcone 2657 m “. Un sali scendi continuo, sia in andata ed ancora più difficoltoso per il ritorno. Il paesaggio è caratteristico delle alte quote, pietre, incantevoli costoni calcarei e ghiaioni. Anche la flora è importante. Fra i tanti fiori, cito la Silene a cuscinetto o muschio fiorito. Il nome scientifico è “Silene acaulis”. Il Periodo di fioritura inizia a giugno sino a fine agosto, su creste, pendii sassosi, dai 1600 metri sino ai 3200 metri. E’ una bellissima pianta, a forma di cuscino, alta al massimo cinque centimetri, con piccoli fiori di colore rosa, con cinque petali.  Insomma, se si è ben allenati, in circa DIECI ore si può fare questa lunga e bella escursione, sino a Monte Amaro. Io, per ragione di orario, perché ho iniziato a camminare alle ore nove, sino a Monte Focalone A/R, più soste, ho impiegato sette ore e mezza.



Scritto da : Luciano Pellegrini  agnpell@libero.it
Le foto dell'escursione : foto

15.7.16

Chieti - Quando la morte arriva nel modo più angosciante


A Nizza la morte è arrivata nel modo più angosciante: un camion è piombato sulla folla e procedendo a zig zag har travolto il maggior numero di persone. Le vittime accertate sono 84 e un centinaio i feriti, ci sono anche dei dispersi italiani. Purtroppo contro questi gesti non servono i metal detector, né le perquisizioni. Questi gesti accrescono la paura nelle masse, perché ci fanno sentire tutti a rischio. Ci si aspettavano azioni durante gli europei; non ce ne sono state e ti arriva un attentato nonostante un numero elevatissimo di soldati presidiano i punti sensibili delle città più importanti. Eppure a Nizza non sono riusciti ad evitare che il tunisino compisse la sua strage. Oggi a bocce ferme ci si pone però una domanda: perché i terroristi si accaniscono su questo Paese? Siamo sicuri che sia tutto opera dell’Isis? Non è che il problema è più complesso e, fatta salva la matrice fondamentalista islamica, avere altre ragioni, altri mandanti; il che non sarebbe affatto sorprendente in un Paese che da oltre 10 anni appare incapace di integrare le comunità musulmane, soprattutto quelle di seconda generazione, nate e cresciute in Francia?

@enio

13.7.16

Chieti - I pontili galleggianti sul lago d'Iseo


The Floating Piers, in italiano “I pontili galleggianti”, così io li avrei chiamati per rispettare la lingua italiana, sono stati una idea dell’artista bulgaro Christo, realizzati sul lago d’Iseo, che ha ospitato l'evento dell'anno. La sua passerella è stata attraversata da un milione e mezzo di visitatori. La macchina organizzativa ha avuto problemi per le lunghe attese, sia all’ingresso e sia per i mezzi pubblici, (autobus e treni). Camminare sulla passerella si può paragonare al viaggio su un natante, con il mare mosso. Vieni sollevato e subito atterri, come se ci fosse un vuoto d’aria, con l’impressione di cadere con la faccia in avanti. Insomma, per tutto il percorso, ti muovi ondeggiando. Ho preferito visitare prima Montisola, la più grande ed alta isola lacustre naturale dell'Italia (600m). L’isola si può visitare solo a piedi o con la bici, è vietato alle auto. Per raggiungere il santuario della Madonna della Ceriola si percorrere l’antica mulattiera, un sentiero immerso nel verde del bosco con una fantastica veduta del lago. Si può sceglier anche il bus – navetta che raggiunge Cure, (il luogo dove si curava la lana), e da qui con comodo sentiero, verso il santuario. Si parte da Peschiera Maraglio, un suggestivo borgo con un piccolo porto, dove sono ormeggiati i “naèt”, la tipica barca dei pescatori del lago d’Iseo. Peschiera Maraglio si raggiunge o con la passerella o con il traghetto in partenza da Sulzano. Per immettersi sul sentiero, occorre camminare per circa 150 metri sulla strada che collega Cure, sino al segnale. Ora bisogna percorrere questo sentiero, che con 400 metri di dislivello, arriva al santuario della Madonna della Ceriola. Ci si disseta ad una fontana e poi si gode il panorama a 360 gradi. Non c’è certezza sulla costruzione del santuario, probabilmente nel 1500 sui resti di un'antica cappella, a sua volta costruita sopra un tempio dedicato a divinità pagane. Ceriola potrebbe derivare da "cerro” (quercia), perché la Madonna seduta all'interno della chiesa è intagliata con questo legno. All’esterno del santuario è ricavato una piccola caverna con l’immagine della madonna chiamata ORECERA DELLA MADONNA. L’Orece, geologicamente, è un pozzo soffiante, concatenato ai sistemi carsici interni, che emette questo rumore. Il panorama si spinge verso la Val Camonica sino ai monti perennemente innevati del ghiacciaio dell'Adamello, dal quale si forma il fiume Oglio che alimenta il lago d’Iseo. Si notano anche le due isole minori di Loreto e San Paolo, la Rocca degli Oldofredi con la fortezza che è stata costruita nel XII secolo per proteggere l’Isola, i terrazzamenti, gli uliveti, i vigneti. Appagato di questo posto incantevole, inizio il sentiero in discesa per tornare a valle, ma all’improvviso…, un rumore di elicottero che aumenta con altri Aeromobili. Noto che si alzano da Sulzano e certamente portano turisti a fare il giro del lago, (elilago ndr). Non interessa a loro l’inquinamento acustico ed ambientale. Infatti, il canto dei grilli, il cinguettio dei volatili, il frinio delle cicale… tutto tace! Non è un diritto di tutti respirare aria pulita? Arrivato a Peschiera Maraglio, inizio la passeggiata sul pontile galleggiante, anch’io sono diventato una formica in mezzo a tanta gente. Arrivo all’isola privata di San Paolo, dove vissero pescatori, monaci, nobili. Esisteva un grande convento che fu in seguito abbattuto e si costruì la villa attuale. Proseguo per Sensole (dal latinoSinus olis, che significa "insenatura dell'olio"), di fronte alla bella Isoletta di San Paolo. Il caldo e la stanchezza si fanno sentire, ma ancora un paio di chilometri per tornare a Peschiera Maraglio e quindi a Sulzano. Qui ti rendi conto del problema dei mezzi pubblici, è una sofferenza! Il treno per Brescia arriva dopo un’ora e mezza. La coincidenza per Milano è saltata, devi aspettare la prossima… insomma quattro ore. 

Scritto da: Luciano Pellegrini
 

9.7.16

Chieti - Gli aspiranti medici snobbano l'Università d'Annunzio

 Nel suo ultimo numero il periodico "Il giornale della Previdenza dei medici e degli odontoiatri" ha pubblicato i dati relativi agli iscritti alle facoltà di medicina nell'anno accademico 2015 - 2016. Diciamo subito che sono cifre che non offrono certo una rappresentazione tranquillizzante per la facoltà di medicina teatina. Infatti dall'elenco si scopre che la d'Annunzio è tra le università italiane che per l'anno accademico che si è concluso non sono riuscite a coprire i posti che erano stati loro assegnati nel piano nazionale di riparto, per via dell'accesso alle facoltà di medicina a numero chiuso.Infatti a Chieti c'erano disponibili 180 posti ma ne sono stati coperti solo 122. Ben 58 caselle sono restate vuote.La pacchia delle lauree facile è agli sgoccioli ???

 @enio

27.6.16

Chieti - CIMA DI MONTE MORRONE





Sabato 25 giugno, anche se le previsioni prevedevano pioggia e temporali, ho programmato la VETTA DEL MORRONE (2060M). La vettura si parcheggia nel piazzale dell’albergo rifugio Celidonio, proprietà privata, a passo San Leonardo AQ (1282m), situata fra le montagne del Morrone e della Majella. L’escursione inizia con una ripida salita, prima su prato e poi in una fitta faggeta sino ad arrivare a Iazzo Cappuccio (1438 m). Da questo punto, per circa un’ora, si percorre quasi in piano Il sentiero Q3 “delle signore” in una fresca, ombrosa e pulita faggeta, sino alla Rava dell'Inferno, confinante con Roccacaramanico, una frazion abbandonata del comune di Sant´Eufemia a Majella, Pescara Ora il sentiero diventa ripido e in circa un’ora si arriva al rifugio Capoposto (1753m).Questa conca è molto frequentata, perché nascono in enorme quantità gli orapi o spinacio selvatico. Però questa pianta erbacea è vietata raccoglierla nelle zone stabilite con la VOCALE A, cioè le zone di riserva integrale. Il Morrone è una riserva naturale protetta, inserita nel parco nazionale della Maiella. Oltre agli orapi è vietato raccogliere qualunque frutto, erbe aromatiche, funghi, fiori, e se si viene individuati dalla forestale, si pagherà una contravvenzione oltre a provvedimenti penali.Quindi addio alle ricette gustosissime con gli orapi, dal risotto alla frittata. Breve riposo e subito in cammino perché avevo da percorrere altre due ore per raggiungere la vetta. Purtroppo le indicazioni dei tempi di spostamento sulla segnaletica, spesso non sono esatti. C’è da risalire un lungo vallone con sulla destra Monte le Mucchia di Rocca Caramanico (1986 m) ed a sinistra cima Mucchia di Pacentro (2001 m). E’ piacevole, non faticoso camminare in questo vallone che termina dopo un paio di dossi ad una sella(1900m), dove si avvista il rifugio Jaccio della Madonna (1786 m), restaurato nell’anno 2005, gestito dal CAI di Pescara e con una stanza sempre aperta, ed il piccolo Lago della Madonna, copiosa di acqua. Giro a sinistra, una mezzacosta fra erba e rocce e perdendo quota, raggiungo l’indicazione per l’ermo di San Pietro e la cima del Morrone. Inizio a salire, manca poco, ma…, i tuoni ed i fulmini mi fanno riflettere. C’è un odore di pioggia, meglio tornare indietro!


All’improvviso sono stato abbandonato da tutti i rumori che mi hanno fatto compagnia, il cinguettio degli uccelli, il frinio delle cicale, sembrano non respirare…, il loro canto è lungo, quasi assordante, il cri cri dei grilli, il ronzio delle mosche assetate, che si attaccano fastidiose al tuo corpo sudato, per nutrirsi del sudore salato. Il rumore del silenzio è diventato tenebroso. Ecco, arrivano le prime gocce di acqua, sono fresche e grandi, mescolate alla grandine, che rimbalza ed appena tocca l’erba si scioglie. L’acqua della borraccia ha cambiato sapore, è fresca, leggera, ti invoglia a bere, ma bisogna stare attenti perché il ritorno è lungo. Il rumore dei tuoni hanno una diversa intensità, borbottano perché sono vicini. Meno male che i fulmini hanno scelto un’altra zona dove scaricarsi. Tutto questo dura una mezz’ora. I fiori bagnati sembravano più colorati e profumati. Passata la tempesta, ecco nuovamente il concerto degli amici insetti, che mi accompagnano sino a Capoposto. Mi fermo per un piccolo riposo, sono solo, guardo le nuvole ancora nere, un altro sforzo ed in un’ora arrivo in macchina. Fa quasi freddo, ho sete, ma devo resistere sino a Sant’Eufemia PE, dove c’è una fontana con acqua sorgiva, così gelata, che ogni tanto devi interrompere il bisogno di rifrescarti, per riscaldarti le mani. A piccoli sorsi, bevo e bevo…



DISLIVELLO 750 m

Difficoltà EE

TEMPO 7 ORE A/R

Distanza 18KM


Le foto sul link: FOTO

Scritto da : Luciano Pellegrini

21.6.16

Chieti - Grillini alla prova


Le vittorie strepitose di Virginia Raggi e Chiara Appendino a Roma e Torino, senza dimenticare quella altrettanto significativa di Paola Massidda a Carbonia e di tantissimi altri candidati a 5 stelle in tutta la penisola portano con loro un grande senso di felicità e dimostrano oltre ogni dubbio la voglia di cambiamento autentico che c'è nel Paese.Dopo le mazzate di Roma e Torino, Renzi deve mettere il saio penitenziale e interrogarsi sull’immagine che è andato costruendosi in questi mesi: quella dell’«uomo del miracolo, solo al comando» anche contro mezzo partito. Ma il premier deve soprattutto accendere un cero alla Madonna, o meglio alla «Madonnina» di Milano. La sconfitta non si è trasformata in una debacle solo grazie alla risicata vittoria del centrosinistra nel capoluogo lombardo. Che per Matteo l’esito delle urne non sarebbe stato positivo era nell’aria. Tanto che lui aveva preferito volare a San Pietroburgo invece di stare vicino ai suoi candidati. Ma le sconfitte nella Capitale e soprattutto sotto la Mole vanno al di là di tutte le pur pessimistiche previsioni.I grillini hanno dimostrato di poter fare a meno di Grillo e Casaleggio ed ora si pongono come vero partito di governo. Attenzione però; la vittoria non darà frutti avvelenati solo se gli eletti del M5S, a cominciare dalla Raggi a Roma, sapranno fare bene altrimenti sarà un'altra debacle come quela della Lega Nord.

@enio