6.11.17

60 anni fa il volo di Laika


Il 3 novembre del 1957 partiva per un viaggio senza ritorno la famosa cagnolina Laika: era il primo essere vivente ad andare nello spazio. Legata al suo posto nell’abitacolo del satellite Sputnik 2, indossava una tutina spaziale bianca come un vero cosmonauta. Il lancio avvenne a un mese dal quello del primo satellite artificiale, lo Sputnik 1, e dalla stessa base russa di Baikonur, nel Kazakhstan, che allora non si chiamava così ed era un luogo segreto. A bordo del veicolo a forma di cono, lanciato il 3 novembre 1957 dall’Unione Sovietica, c’era una cagnolina meticcia, per metà Husky e per metà Terrier. La cagnolina era stata scelta per il suo carattere calmo e socievole, che la rendeva in grado di essere addestrata a una missione spaziale. Laika, che significa colei che abbaia, aveva infatti seguito un lunghissimo addestramento prima di volare e aveva superato tutti i test: si era adattata all’assenza di gravità, a vivere in uno spazio ristretto, a sopportare il rombo dei razzi e le vibrazioni. La sua missione suscitò immediatamente commozione e critiche: si sapeva infatti sin da subito che il viaggio di Laika sarebbe stato senza ritorno. La cabina dello Sputnik 2 aveva aria, era stata progettata per permettere alla cagnolina di sdraiarsi, dormire e mangiare uno speciale budino di carne e acqua; aveva anche strumenti che permettevano di controllare i parametri vitali, come pressione del sangue, battito del cuore e ritmo del respiro, ma all’epoca non c’era la tecnologia per riportare a Terra un essere vivente e la missione era stata programmata per durare 10 giorni. Invece l’impresa durò addirittura meno.


3 commenti:

  1. Secondo la versione ufficiale, data all’epoca dal governo sovietico, Laika sopravvisse per alcuni giorni; ma nel 2002 Dimitri Malashenkov, dell’Istituto per problemi biologici di Mosca, disse che la cagnolina morì a circa sette ore dal lancio e studi dimostrerebbero che Laika morì addirittura 20 minuti dopo il lancio, per problemi di respirazione dovuti a un guasto nei sistemi termici dello Sputnik 2.

    Oggi Laika è uno dei simboli delle prime imprese spaziali, tanto che l’istituto aerospaziale di Mosca ha aggiunto il suo nome all’elenco dei cosmonauti morti in missione. Alla cagnolina nel 2005 è stata dedicata anche un’area di Marte, vicina alla quale stava lavorando la sonda americana Opportunity. La cagnolina, che con il suo musetto a punta bianco e nero aveva suscitato da subito affetto in tutto il mondo, è ricordata anche nel film svedese «La mia vita a quattro zampe» e ha ispirato la canzone rock Neighborhood 2-Laika della band canadese Arcade Fire.

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  2. Vorrei poi dire che la storia di Laika sin da bambino, allora avevo 10 anni, perseguita anche me. La cosa più terrificante che ho sempre pensato ogni qual volta si parlava di lei è l’immensa solitudine che deve aver provato prima di morire. Ritengo che l’Umano sia capace di incredibili atti di crudeltà , atti spesso per nulla seguiti da un reale pentimento. E’ di questi giorni la notizia della morte di uno dei piloti dell’Enola Gay, il bombardiere americano che sgancio il primo ordigno atomico della storia dell’umanità contro il Giappone, su Hiroshima. Quest’uomo, Paul Tibbets, il 6 agosto 1945 sgancio dall’aereo che pilotava e che portava il nome di sua madre, Little Boy, una bomba di 4,5 tonnellate che esplose prima di toccare il suolo e che complessivamente uccise 221.843 persone… Tibbets parlando della “missione” affermò: “Sono orgoglioso di essere partito dal niente, aver pianificato l’intera operazione
    ed essere riuscito ad eseguire il lavoro perfettamente. La notte dormo bene”.
    La nostra storia è costellata da personaggi simili, ed anche peggio

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  3. Molti poveri cani, ogni giorno, muoiono per molto meno. Povera Laika!

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